Chi ti insegna a non essere razzista? - Not to be racist
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CHI TI INSEGNA A NON ESSERE RAZZISTA?


Io non mi ricordo mai i miei genitori dirmi cose come: devi essere accogliente, devi amare tutti.
Ricordo che da bambina camminavo per le vie della mia città e vedevo come una cosa normale i venditori ambulanti africani, accovacciati lungo il corso con i loro tappeti pieni di oggetti.
Come tutti andavo al catechismo e ascoltavo la messa....dove accogliere il prossimo è la norma...ma anche Salvini e Trump hanno ascoltato quelle parole e sono diventati razzisti. E cattivi.
Cos'è che ha insegnato A ME a non essere razzista...? Tanto che a 9 anni, quando - per la prima volta - ebbi l'opportunità di scegliermi un regalo da sola, chiesi Ciccio Bello Nero, non quello classico e biondo che volevano tutte!
Ho amato quel Ciccio Bello Nero per dieci anni
... l'ho tenuto sul letto e poi sullo scaffale fino all'Università!
Ma ancora non so chi mi ha educata a NON essere razzista.
Forse nessuno. Forse è bastato guardare L'ESEMPIO DI VITA dei miei genitori, dei miei zii, per capire che le persone diverse non sono una maledizione. Forse è bastato avere degli "amici di penna" stranieri e di diverse culture per capire che nero e musulmano non vuole dire criminale. Forse è bastato vedere mio padre che, invece di deridere "Marisa" (l'unico tizio gay dichiarato, in città), lo salutava cortesemente per strada....per capire che ognuno è come è per unicità. Forse è bastato avere un nonno comunista e uno monarchico, un parente pentecostale e un cugino acquisito iraniano (e ateo!) per capire che in fondo, anche se diversi, siamo tutti "famiglia".
Io non mi ricordo mai i miei genitori dirmi cose come: devi essere accogliente, devi amare tutti.
Ricordo che da bambina camminavo per le vie della mia città e vedevo come una cosa normale i venditori ambulanti africani, accovacciati lungo il corso con i loro tappeti pieni di oggetti.
Come tutti andavo al catechismo e ascoltavo la messa....dove accogliere il prossimo è la norma...ma anche Salvini e Trump hanno ascoltato quelle parole e sono diventati razzisti. E cattivi.
Cos'è che ha insegnato A ME a non essere razzista...? Tanto che a 9 anni, quando - per la prima volta - ebbi l'opportunità di scegliermi un regalo da sola, chiesi Ciccio Bello Nero, non quello classico e biondo che volevano tutte!
Ho amato quel Ciccio Bello Nero per dieci anni
Ma ancora non so chi mi ha educata a NON essere razzista.
Forse nessuno. Forse è bastato guardare L'ESEMPIO DI VITA dei miei genitori, dei miei zii, per capire che le persone diverse non sono una maledizione. Forse è bastato avere degli "amici di penna" stranieri e di diverse culture per capire che nero e musulmano non vuole dire criminale. Forse è bastato vedere mio padre che, invece di deridere "Marisa" (l'unico tizio gay dichiarato, in città), lo salutava cortesemente per strada....per capire che ognuno è come è per unicità. Forse è bastato avere un nonno comunista e uno monarchico, un parente pentecostale e un cugino acquisito iraniano (e ateo!) per capire che in fondo, anche se diversi, siamo tutti "famiglia".
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WHO TEACHES YOU NOT TO BE RACIST?
🤔🤔
I never remember my parents telling me things like: you have to be welcoming, you have to love everyone.
I remember walking through the streets of my city as a child and seeing African street vendors squatting along the avenue with their rugs full of objects, as if it were normal.
Like everyone else, I went to catechism and attended the Mass...where welcoming others is the norm...but even Donald Trump heard those words and became racist anyway. And mean.
Who taught ME not to be racist...? So much so that -when I was 9 years old - for the first time I had the opportunity to choose a gift for myself and I asked for Ciccio Bello Nero, a dark-skinned doll, instead of the classic blond and white one everyone wanted!
I loved that Ciccio Bello Nero for ten years 😅... I kept him on my bed and then on the shelf until college!
But I still don't know who raised me NOT to be racist.
Perhaps no one did. Maybe it was enough to look at the life examples of my parents, my uncles, to understand that different people aren't a curse. Maybe it was enough to have foreign "pen pals" from different cultures to understand that being black and Muslim doesn't mean being criminal. Maybe it was enough to see my father who, instead of mocking "Marisa" (the only openly homosexual guy in town), greeted him politely on the street... to make me understand that everyone is uniquely their own way. Maybe it was enough to have a communist grandfather and a monarchist one, a Protestant relative and an Iranian (and atheist!) step-cousin to make me understand that, in the end, even if we're different, we're all "family".
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¿QUIÉN TE ENSEÑA A NO SER RACISTA?
🤔🤔
Nunca recuerdo que mis padres me dijeran cosas como: tienes que ser acogedora, tienes que amar a todos.
Recuerdo caminar por las calles de mi ciudad cuando era niña y ver a vendedores ambulantes africanos sentados en la avenida con sus alfombras llenas de objetos, como si fuera lo más normal del mundo.
Como todos, iba a catecismo y asistía a misa... donde acoger a los demás es la norma... pero incluso Donald Trump escuchó esas palabras y se volvió racista de todos modos. Y mezquino.
¿Quién enseñó A MÍ a no ser racista...? Tanto es que, cuando tenía 9 años, por primera vez tuve la oportunidad de elegir un regalo y pedí a Ciccio Bello Nero, un muñeco de piel oscura ¡en lugar del clásico rubio y blanco que todos querían!
Adoré a ese Ciccio Bello Nero durante diez años 😅... ¡Lo tuve en mi cama y luego en la estantería hasta la universidad!
Pero aún no sé quién me educó para no ser racista.
Quizás nadie lo hizo. Tal vez bastó con observar el ejemplo de mis padres y mis tíos para comprender que ser diferente no es una maldición. Tal vez bastó con tener amigos por correspondencia de diferentes culturas para comprender que ser negro y musulmán no significa ser un criminal. Tal vez bastó con ver a mi padre, quien, en lugar de burlarse de Marisa (el único homosexual declarado del pueblo), lo saludó cortésmente en la calle... para hacerme comprender que cada persona es única. Tal vez bastó con tener un abuelo comunista y otro monárquico, un pariente protestante y un primo político iraní (¡y ateo!) para hacerme comprender que, al final, aunque seamos diferentes, todos somos familia.

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